Si può impartire una lezione informale a discrezione propria.
Ho affrontato spesso, in un lavoro portato avanti contemporaneamente a questo blog, di concetto e materia, il mondo fenomenico ed il mondo delle idee.
Recentemente, come qualche altro milione di telespettatori, ho visto un programma di scienza avente come tema lo studio delle facoltà cerebrali, ed un argomento ha attirato la mia attenzione a fronte di un problema piuttosto comune come può essere la dislessia: quella particolare difficoltà implicita nell'espressione della parola, dall'ascolto alla riproduzione del suono, alla difficoltà di lettura manifestata da alcuni studenti.
Le difficoltà di apprendimento nel tempo possono cristallizzare anche in forme di disagio evidente.
Lo psicologo aveva in studio la difficoltà di lettura e ha proposto un metodo:
- la proiezione sullo schermo del computer di suoni onomatopeici corrispondenti (visivamente) ad anagrammi di parole con un significato compiuto
- prima una serie di parole scritte accompagnate dal suono onomatopeico relativo, ed infine la parola corretta con un significato compiuto
- questo processo, che favorisce l'articolazione delle sillabe, è dimostrato facilitare la lettura
esempio:
COPPA = OPPAC - APPOC - OCAPP - CAPOP - ecc...
BUONO = OUNOB - OBOUN - UNOBO ecc....
La situazione contemporanea vede sovente mettere a confronto giovani provenienti da culture differenti e quest'aspetto rappresentare, invece che una ricchezza, un grosso scoglio in ciò che si definisce
integrazione, non solo ma quello che dovrebbe essere l'istruzione in grado di corredare i giovani rispetto ad una società occidentale come la nostra, costituisce a tutti gli effetti un limite che nel tempo va a definire il grado sociale in maniera determinativa. Colloca l'individuo in una fascia sociale d'appartenenza ben determinata, di
inferiorità.
Il metodo suddetto è un metodo fondato esclusivamente sulla relazione di significati, compresa la loro decostruzione (anagrammatica) di significato, il quale mette in relazione di interdipendenze l'aspetto prettamente intellettuale: è un metodo che non indaga le cause determinanti, ma si concentra sulla difficoltà di lettura non sempre giustificata dalla differente radice linguistica.
Se si vogliono aiutare i ragazzi a leggere bene, come ad eseguire bene le operazioni matematiche, sarebbe bene prendere in considerazione una breve indagine sulla relazione che i ragazzi hanno con le
cose, con gli
oggetti d'uso in cui essi sono immersi e che utilizzano ordinariamente nella vita di tutti i giorni. Gli oggetti come posate, piatti, tazze, importanti i giocattoli, non ultimi libri, quaderni, peluche, matite e penne, ecc..., vedere cosa questi oggetti rappresentano per loro in termini
emozionali.
Aristotele affilia al numero l'oggetto, ed in una conseguenza più complessa, compreso il dato emozionale, alla parola corrisponde il dato oggettuale.
La parola prima che rispondere al suono nella "meccanica" dell'ascolto e della lettura, rappresenta la nostra, perché interiorizzata, facoltà d'espressione del mondo materiale sedimentato nella coscienza maturata di esso, sul quale in un riflesso di
transfert psicologico noi investiamo in emozioni, desideri e rifiuto sugli oggetti ...
Volendo si potrebbe sperimentare un esercizio utile che ho pensato:
- liberare il tavolo da lavoro completamente
- prendere degli oggetti utili d'uso quotidiano, ad es: 5 tazze, 10 forchette, 3 piatti, 4 peluches, 2 libri, 8 matite, 6 quaderni ecc...
con questi oggetti organizzare una
lezione informale:
- identificare gli oggetti e dar loro il proprio nome comune o un nome d'origine affettiva (come ad esempio per i peluches), orientamento identificativo e affettivo (la personale identità)
- fare esercizio di pura logica, senza il dato emozionale, contare gli oggetti, e dei gruppi d'appartenenza cominciare a fare somma e sottrazione materiale (e non concettuale con penna e foglio), es. ho 10 forchette sul tavolo disposte, se ne tolgo due cosa succede? e se ne aggiungo una? e così via,
operazioni in grande semplicità
- stabilire insiemi d'appartenenza, 10 forchette sono un insieme, poi via dal tavolo e sopra al tavolo 4 peluches che sono un altro insieme d'appartenenza ecc....
- due gruppi a confronto numerico, con maggiore o minore (esercitare anche il colpo d'occhio, senza dover contare)
- orientamento spaziale, 5 tazze sopra al tavolo, poi es. le 10 forchette sotto al tavolo
senza ancora la formula scritta (che di per sé prevede un certo lavoro d'adattamento perché già fortemente intellettuale),
lavorare esclusivamente con gli oggetti,
lo spazio ed il tempo
questi oggetti diventeranno
amici dei ragazzi perché essi non proveranno nei confronti della loro naturale logica di ragionamento quella particolare frustrazione determinativa del blocco d'apprendimento, quindi
pura materiale logica, senza l'inevitabile fallimento cui vengono spesso sottoposti (che non è altri che la nostra impotenza di fronte ai problemi, riflessa su di loro)
quindi un gioco che preveda
soddisfazione e successo.
Fate questa
lezione informale per un po' di tempo e loro diventeranno più
sicuri nel tempo, alla fine della mattinata, ponete l'oggetto (ora nostro amico) sul tavolo, ad es un solo peluches, foglio e penna (badate che sul tavolo non ci siano altre cose) e fateli proseguire con la numerazione scritta, la
scrittura e la lettura della parola; poi ponete i 4 peluches dell'esercizio e fate scrivere al ragazzo il numero dei peluches, e
quattro peluches in lettere, infine
l'operazione numerica scritta, accompagnata dagli oggetti: se ho 4 peluches, ne tolgo due quanti peluches rimangono (l'operazione scritta)?
Ovviamente per le parole è più difficile, è necessario conoscere l'alfabero e quindi procederete all'alfaberizzazione, es ho un'arancia sul tavolo, le caratteristiche dell'arancia, comincia per A!
Un testo utile che utilizza delle parole gli anagrammi: Facile Facile, percorso di apprendimento della lettura e della scrittura di Manuela Duca
Gli articoli precedenti, più specifici, sono stati scritti su informazioni raccolte e pubblicate digitalmente.
Gli articoli sulle attività sono a espressione d'esperienza personale, a titolo individuale!