Di seguito sono proposte due brevi pubblicazioni indicative, allo scopo di sottolineare l' importanza delle attività psicomotorie nel bambino, semplici esercizi che fanno la differenza rispetto alle possibilità dello sviluppo corretto delle abilità in un secondo tempo necessarie all' apprendimento di carattere concettuale.
Le pubblicazioni chiarificano ulteriormente la necessità di una pratica costante di esercizi, nonché la loro specifica utilità. La relazione che intercorre tra l' attività di autoconsapevolezza e coscienza invece dell' ambiente, la discriminazione tra queste due acquisizioni della coscienza, e l' abilità grafica come attività successiva legata alla concettualizzazione dell' oggetto in termini di elemento materiale conosciuto attraverso l' esplorazione sensoriale, la sua identità, la sua funzione, il suo significato.
psicomotricità di Vincenzo Masini
disgrafia e psicomotricità di Laura Barbetti
Dalle pubblicazioni specifiche, ma che qui assumono un valore indicativo rispetto alla specificità del problema cui sono indirizzate, si evincono degli aspetti importanti, i quali non solo accomunano tutti i bambini, normodotati e non, ma accomunano tutti gli esseri umani che per vivere e vivere la quotidianità, devono attingere all' evoluzione delle caratteristiche nell' idealtipo infantile, queste evolvono naturalmente a formare e determinare le caratteristiche della personalità di ogni individuo, e non solo, ma rivestono le sfaccettature della personalità capace di attingere alle qualità indicate nell' idealtipo, nelle differenti situazioni che la vita prospetta, anche per quanto riguarda il normodotato. Egli differentemente dal portatore di h. le riesce a gestire in maniera appropriata e le rende funzionali alla rapida risoluzione dei problemi, come alla giusta manifestazione dei propri sentimenti riguardo alle diverse situazioni della vita.
Questo aspetto attraverso l' attenzione al cortocircuito psichico prodotto dalla malattia, ci fa meglio comprendere, attraverso l' arbitrio dell' accento spostato sulla caratterizzazione del comportamento alterato nella manifestazione costante, malgrado il contesto modificato (parliamo sempre in termini indicativi), il meccanismo funzionale dettato dall' aspetto psicologico, il gioco-forza tra azione/evento e reazione psicologico-comportamentale.
Il discorso altisonante non vuole essere gratificante dal punto di vista umano ma inutile perché inefficace.
E' stato osservato che vessazione e aggressione verbale nel bambino incidono negativamente su memoria e possibilità di apprendimento.
Ad esempio il bambino che appartiene all' idealtipo che manifesta l' eccesso di attaccamento, negli idealtipi "l'adesivo", nel linguaggio delle intelligenze il soggetto con propensione alla relazionalità, nel linguaggio educativo "il cucciolo".
Tra gli atteggiamenti ricorrenti del suddetto idealtipo, il bambino manifesta "il blocco in movimenti ripetitivi e di dondolìo" tipici del bambino con ritardo mentale.
In questo caso le attività suggerite sono costituite da giochi che richiedono equilibrio fisico, orientamento su rapporti spaziali determinati, centratura di un bersaglio (tutte azioni chiaramente corrispondenti ai concetti astratti necessari all' apprendimento).
Le attività fisiche sono costituite da esercizi di simmetria, equilibrio, rapporti spaziali e centratura, mentre l' atteggiamento sia dell' attaccamento che del movimento a dondolìo ripetitivo subito conducono a pensare alla manifestazione di un problema legato alla memoria (tra l' altro, le ripetitive, manifestazioni tipiche nel bambino che così favorisce la memorizzazione), dove però in questo caso la ripetitività fissa su se stessa, fa pensare ad un' altra forma di stazionamento, questa volta motorio.
Il corpo nell' accrescimento, è in continua evoluzione e registra gli evvenimenti salienti attarverso forti imput elettrici che agiscono sull' attività stessa del cervello per sua natura a carattere elettrico, agiscono sulla sua plasticità considerata la capacità dell'organo di essere funzionale attraverso aree di destinazione delle attività del corpo, naturalmente compreso l' apprendimento e la memorizzazione, le quali se determinate, attraverso l' esperienza, come qualità e quindi registrate dalla capacità evolutiva del dna, diventeranno qualità compresenti nel patrimonio genetico con possibilità di trasmissione alle successive generazioni.
Un' altra osservazione importante negli idealtipi rispetto al bambino, corrisponde all' "eccesso di distanza", dove lo scompenso è in relazione alla freddezza affettiva. A ben osservare risulta un bambino "asimmetrico" non nello sviluppo fisico ma nello sviluppo psicologico, il che significa non equilibrato, egli non riesce a compensare emotivamente la conseguenza delle proprie relazioni affettive.
Si vuole opporre un' osservazione.
In un contesto relativo all' arte, qui fortemente pertinente, si è osservata un' opera d' arte significativa, educativa e qui indicativa: la Venere di Botticelli, emblema del bello ideale, fondata sulla proporzione aurea, la richiama e la mette in discussione sottilmente, attraverso la lieve disarticolazione proprio dei tratti del viso della Venere, la bellezza ideale è costituita da singoli elementi, ognuno dei quali con una precisa identità e indipendenti, dipendenti però nella relazione che tra loro viene a intercorrere a costituire l' identità qui intesa sotto forma di fisionomia.
Tutti gli esercizi proposti a questo idealtipo sono esercizi compensatori dell' equilibrio e suggeriscono un bambino con una forte esigenza inoltre di elementi ricorrenti nell' educazione estetica, questo perché l' opera si fonda sostanzialmente sul progetto di quell' organizzazione semantica capace di sostituire una forma di equilibrio (anche asimmetrica) evidente in termini visivi, compensatrice dell' invece equilibrio simmetrico così dogmatico rispetto all' equilibrio (in un certo senso ideale) e di conseguenza corretto equilibrio psicologico.
L' opera configura "materialmente" la capacità compensatoria rispetto alla asimmetria dello squilibrio, per estensione di significato, anche di carattere psicologico, in un percorso terapeutico non in discussione, assolutamente necessario, indirizzato prima alla consapevolezza, che potrebbe essere interessante e soprattutto concreto nella ricombinazione creativa degli elementi a favore di un equilibrio compensatorio.
L'autistico alle volte presenta una particolare abilità, queste attività stupefacenti rientrano nella classificazione di Sindrome di Savant.
Consideriamo la forma leggera di autismo essere molto diffusa nella popolazione.
Nel ragionamento logico le azioni vengono messe in ordine sequenziale, un esempio pratico: alzarsi la mattina, lavarsi, vestirsi, fare colazione e uscire.
Sono quattro azioni coordinate, come le quattro azioni alla catena di montaggio di un' officina di produzione. Se salta la sequenzialità l' attività che la comprende diviene illogica: alzarsi dal letto, vestirsi, lavarsi, ecc.. oppure (parallelamente all' ipotesi nel caso della coordinazione logica dell' autistico): alzarsi dal letto, lavarsi, fare colazione ed uscire senza essersi vestiti, cioè della sequenza, saltare un passaggio fondamentale.
L' autismo quindi sembra essere una malattia con dei punti di analogia con forme psicotiche che possono seguire la condizione di idealtipi come l' invisibile o il delirante dove la relazione di freddezza affettiva con la madre può scatenare il disturbo.
Sapendo un aspetto della capacità di memorizzazione essere legato al piacere che la favorisce ed invece il disagio (come ad esempio nella vessazione) interferire negativamente con l' elasticità e la memorizzazione nell' apprendimento, ne consegue l' incapacità emotiva essere compromissiva dell' apprendimento e l' incapacità emotiva, caratteristica sia dell' autismo che di alcune forme psicotiche, interferire probabilmente con la capacità di ragionamento si, logico-sequenziale, ma anche comprensivo (termine che presuppone una capacità emotiva dove per comprensione si intende la capacità di comprendere non solo la sequenza ma ad es. una situazione).
E' interessante osservare come la Sindrome di Savant sia l' espressione materiale di una forte compensazione del deficit (se si parla di istinto di sopravvivenza nel bambino), traducendo le caratteristiche dell' idealtipo invisibile e delirante in punti di forza di una abilità in particolare. All' iperattività si sostituisce l' alta performance di cui si mostra capace a volte l' autistico, alla rigidità psicologica, la rigidità di uno schema di rigore ferreo nell' esecuzione dell' attività particolare, al ritardo nel linguaggio, la concentrazione totalizzante sull' azione. Il diritto alla compensazione di quel tassello mancante che può significare una traduzione dell' istinto di sopravvivenza.
Se viene a mancare un tassello al processo, al sistema di ragionamento logico-sequenziale, come nell' autistico, significa che il problema è intrinseco al sistema di ragionamento e condurre a un' attività terapeutica o semplicemente psicomotoria può risultare difficile proprio nel processo dell' attività che richiede lo snodo di una certa organizzazione logica.
Comprendere le caratteristiche e le difficoltà dell' autistico o dello psicotico, invece può aiutare ad organizzare un' attività valida per quel bambino con caratteristiche di appartenenza all' idealtipo, prodotte da situazioni esterne determinanti per la personalità psicologica, e come detto, in riferimento all' opera d' arte della Venere del Botticelli il cui approdo ultimo è il superamento nell' astrattismo delle stesse teorizzazioni di Kandinskij, in quella forma della poetica dell' artista incentrata sul lirismo, riorganizzare la composizione semantica dei principi fondamentali il disegno sta a significare il reset materiale e pratico della nozione acquisita, in quanto anche alfabetizzazione di immagine latente, costruita sull' aberrazione emotiva, che diviene immagine retorica, archetipo o simbolo sulla quale si edifica poi la portanza alla percezione necessaria alla traduzione del mondo materiale.
Se l' amore materno nel bambino risulta importante perché a favore dello sviluppo delle funzioni cerebrali, fondamentali alla futura autosufficienza nell' adulto, e favorisce quella plasticità del cervello tanto necessaria all' apprendimento e alla memorizzazione, d' altra parte il bambino autistico presenta un deficit emotivo evidente, incapace di empatia con la madre tanto necessaria allo sviluppo della relazione amorevole madre-figlio. In quest' ottica possiamo cercare di comprendere le manifestazioni della sindrome del Savant, la particolare abilità dell' autistico per altro legata ad una forma di ipertimesia, una ipermemorizzazione di carattere visivo o uditivo, la quale costituisce il deficit di memoria in relazione alla capacità di provare piacere (che la favorisce) o dolore (che la inibisce), dove il deficit si presenta nell' impossibilità dell' autistico di filtrare le nozioni, cioè di modulare l' informazione ricevuta in base alla propria esigenza o necessità. La particolare abilità nell' autistico fa pensare alla riorganizzazione del cervello incentrata su di una attività, egli presenta un deficit delle funzioni esecutive: -organizzazione delle azioni in sequenze gerarchiche, ma in relazione a mete e obiettivi; -spostamento flessibile dell' attenzione sulle informazioni rilevate, la discriminazione dei dati appresi; -attivazione di strategie appropriate e inibizioni di risposte non adeguate non in senso logico-matematico, ma umano, metacognizione.
La particolare abilità dell' autistico fa pensare ad una riorganizzazione del cervello incentrata su di una attività, organizzazione che presenta la sua fallimentarità nel deficit delle funzioni esecutive, un cortocircuito di attività, dove la funzione come conseguenza diretta dell' azione non risulta essere l' obiettivo, ma obiettivo è l' azione stessa, cioè l' esecuzione, la costruzione.
Questo aspetto dell' azione non essendo caratterizzato da emotività che ne guiderebbe il fine al piacere soggettivamente arbitrario, non consiste in un modo per guadagnarsi l' attenzione e l' amore materno, ma evidenzia lo stato di un' aberrazione di uno snodo logico il quale impedisce l' espressione progettuale, cioè indirizzata all' obiettivo nella sua componente emozionale, di sentimento, necessaria allo stabilirsi di quella comunicazione empatica fondamentale all' evoluzione oggettiva prima con la madre e poi nei rapporti umani, assente l' autoconsapevolezza emotiva nella gestione dei sentimenti.