Leon Battista Alberti teorizzando la prospettiva inaugura quel processo analitico che dalla sezione del primo piano del cono prospettico, il piano di proiezione, scende in profondità al punto principale, il punto di proiezione del cono, concetto a mio avviso ben esemplificato dal Diluvio Universale di Paolo Uccello, con le figure giustapposte sulle rette del cono, alterate in termini dimensionali e isolate come concetti, come significati, in una palesata analisi formale.
Il punto principale è affrontato da Kandinskij in una scomposizione della forma incentrata sulla retrocessione della rappresentazione agli elementi fondamentali di punto, retta, spazio, figura.
| Tati, la gatta con pelo lungo, luglio 2014, età 3 anni pastelli a olio, cm 100 x cm 70 |
| Bottiglia, mamma, nonna, zia, novenbre 2014, età 3 anni carboncino e pastelli a olio, cm 50 x cm 70 |
Utile il processo relativo alla modernità dove la regressione formale avvallata dalla teorizzazione della regolamentazione alla percezione prospettica, in quanto concetto significativo di per sé, come esempio di configurazione d' analisi, a giungere al punto principale, il punto di frattura formale individuato da Kandinskij in punto, retta, spazio, figura, a riorganizzare questi elementi primari sullo spazio del foglio in qualità di spazio aperto, spazio libero.
Il bambino che presenta queste difficoltà, può utilizzare strumenti più agevoli della matita, come ad esempio pastelli ad olio o gessi colorati a favorire la libera espressione naturalmente organizzata sul foglio dalla sua abilità, dalla sua particolare espressione di un mondo materiale acquisito, in quanto sua prorpia espressione intellettuale.
I disegni del bambino in questione si riferiscono ad un normodotato, ma la meccanica dell' esercizio può aiutare ad affrontare con migliore agilità anche bambini con lievi deficit.
Nella psicologia della forma, gestaltpsicology, di David Katz si affronta un problema elementare, ma necessario a spiegare un fenomeno come quello delle immagini in movimento, l' autore fa un semplice esempio, affianca rette orizzontali, prima tre rette identiche e equidistanti poi tre rette equidistanti ed una molto vicina ad una delle tre. Con questo semplice esempio dimostra l' occhio tendere ad avvicinare le due rette parallele molto vicine tra loro, in un meccanismo visivo che nella sintesi individua la figura.
Nella sequenza filmica si hanno una serie di fotogrammi fissi, decidendo di proiettare il movimento di una retta potremmo pensare a dieci fotogrammi dove una retta verticale e perpendicolare alla linea di terra nel fotogramma successivo venga ruotata, tenendone fissa l' estremità inferiore come fulcro, di 20° in senso orario, il terzo fotogramma 40° e così via fino all' ultimo fotogramma con la retta orizzontale. Questo esempio consiste nel passo successivo all' esempio di Katz, cioè dimostra la sintesi operata dall' occhio nella percezione delle rette che si susseguono vicine, la quale ne restituisce alla percezione visiva il movimento illusorio.
Le immagini cinetiche della gestalt sfruttano questo principio, la sintesi operata dall' occhio in alcune circostanze, la quale restituisce l' illusione di un movimento, esclusa la meccanica della proiezione, il movimento è illusione in un' unica immagine.
Questa consiste nella dimostrazione pratica dell' esistenza di una psicologia della forma.
Si è parlato di disgrafia come conseguenza correlata alla psicomotricità.
Il disegno seguente è stato affrontato insieme al bambino di un anno e mezzo/ due, io ho disegnato il nostro gatto e ho invitato il bambino a partecipare e lui è intervenuto con quei segni circolari, il disegno è stato sul nostro tavolo per parecchio e il bambino è potuto intervenire più volte, da notare come la pressione nel tempo sia aumentata, fino a procurare un segno estremamente deciso. Stimolato dall' eseguire un lavoro insieme e di "appropriazione" e dall' animale conosciuto, vissuto con la serie dei sentimenti.
Il disegno seguente consiste in una scheda didattica di pregrafismo, la primissima scheda affrontata dallo stesso bambino all' età di tre anni, quindi un anno e mezzo dopo il lavoro del gatto, le prime due righe le ho eseguite io per spiegare l' esercizio, le altre sono state affrontate dal bambino, l' esercizio è bene eseguito, è stato capito, ma è da notare la pressione della matita particolarmente flebile e ci sono voluti parecchi esercizi e parecchio tempo per rafforzarla.
Mini il nostro gatto, anno 2013, intervento a matita 1 anno e mezzo due anni,
pastelli e matita, cm 35 x cm 50
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