memosystem.it/articoli/allena-la-mente/esercizi-per-la-mente/esercizi-di-concentrazione-per-i-bambini
pavonerisorse.it/meta/gioco/gioco7.htm
La teoria del campo di Kurt Lewin prende in considerazione un aspetto importante rispetto alla sfera personale entro la quale ogni persona matura uno spazio fisico e psicologico in cui vengono ad interagire la serie degli spazi fisici e con un'implicazione invece riguardante campi di attività e significato, (teoria dinamica della personalità).
L' autore per prima cosa affronta un distinguo tra fisica aristotelica e fisica galileiana, distinzione la cui espressione pratica si può affiliare al funzionamento tradotto in sequenza della registrazione del dna, appunto funzioni di registrazione e replicazione, con un parallelo sui concetti di storia e sistema, evento casuale, fortuito e ripetitività sistematica di un evento.
La storia non viene presa in esame dalla scienza, in quanto non risponde ai criteri di sistema che se isolati poi confrontabili e confutabili nel risultato, dove il sistema è caratterizzato da fattori come azione-evento;tempo-frequenza;spazio-ambiente.
In particolari condizioni ambientali, la ripetitività di un fenomeno determina un sistema. A questo proposito la ricerca scientifica si è occupata di indagare le tabelle depositate relative al dna umano e nelle sequenze genetiche è stato individuato quello che potremmo definire un sistema, attraverso la ripetitività sequenziale di alcuni fattori del codice, la ripetizione di sequenza individua un' azione specifica del dna sul corpo biologico e determina una forma precisa relativa ad una specie, attraverso il genoma di un particolare invertebrato, riconducendo l' origine del dna umano ad esso. Di conseguenza si può affermare all' osservazione un sistema in relazione a particolari condizioni ambientali essere determinante per la formazione e replicazione del dna, a differenza del fenomeno isolato. In realtà particolari fenomeni divengono significativi in base all' incisività dell' incidenza dell' azione sull' attività elettrica del sistema nervoso. La stessa cosa vale per l' evento storico, la sua portanza può originare cambiamenti geografici, territoriali, sociali e quindi ambientali importanti i quali divengono il campo di azione, lo spazio vitale dell' uomo, determinanti la sua forma psico-fisica, la sua particolare eredità genetica.
In questo senso si stabilisce una linea continua tra la valutazione dicotomica in Aristotele e la formula scientifica di Galileo, formalmente potremmo tradurle in massimo contrasto bianco/nero e gradazione di grigi nella progressione tra lo 0 e il 10 (0%, 10%, 20% ecc...) in relazione ad esempio agli studi sulla gestalt, le figure ambigue, l' associazione delle rette o la teoria sui colori complementari la cui somma dà sempre un grigio; e la formula fisica, la legge indagata da un' artista concettuale come Venet in quanto astrazione di un linguaggio verbale di per sé già astrazione della rappresentazione.
In realtà nella decodificazione genetica del dna il processo risulta la verbalizzazione di un' osservazione, astratta di un microcosmo, invisibile per cui prima indagine poi rappresentazione. Registrazione di un codice astratto, ermetico, rivolto alla consapevolezza nella conoscenza piuttosto che alla forma e al comportamento dell' oggetto materiale, poi tradotto in lettura all' individuazione di un sistema nella verbalizzazione sintattica della registrazione del codice, il quale perde la sua natura antropomorfa della legge per individuare al contrario un aspetto modulare, dove il modulo di sistema si può riscontrare in altre registrazioni, e diviene così indicativo della forma antropomorfa, sia l' individuazione di una specie che l'evoluzione di una specie come dimostrato nella ricerca sul dna umano.
Si ribadisce gli esercizi psicomotori essere molto importanti da far eseguire al bambino nella primissima fase della sua esistenza. Trascurarli volutamente, volontariamente, per motivi differenti dallo stato di salute del bambino può costituire una delle responsabilità rispetto l' asimmetria della struttura mentale manifesta nello psicotico.
Nel bambino può manifestarsi debolezza mentale, la corrispondenza di un ritardo mentale.
Il primo problema rispetto alla debolezza mentale è costituito al quesito insito, posto nel riconoscimento di una struttura costitutiva la teoria dinamica della debolezza mentale.
Il fatto stesso si parli di struttura ne sottolinea la natura nella riorganizzazione della struttura mentale vigente nella norma. Se ne può dedurre nella debolezza mentale la struttura consistere in una riorganizzazione, genericamente considerata qui, post-fenomenica. Di conseguenza sia essa materia di ereditarietà genetica, sostanzialmente la natura, l' origine della riorganizzazione, o malattia contratta, consiste in un riassestamento post-fenomenico, quindi uno o più eventi devono precedentemente aver scomposto la struttura mentale vigente nella normalità.
La struttura mentale in un secondo tempo si riassesta, riorganizza su differenti parametri e dato l' imput esterno agire sul sistema nervoso e a sua volta influire su registrazione e replica del dna, la dinamica intesa come struttura della debolezza mentale può divenire così materia strutturale trasmissibile attraverso l' ereditarietà genetica.
Il debole di mente presenta affinità strutturale con il bambino molto piccolo.
La struttura mentale risulta scarsamente differenziata, plastica nel bambino piccolo, mentre il debole di mente presenta una certa rigidità.
Il fattore in comune consiste nella scarsa articolazione, qualità presente in entrambe le tipologie nella rigidità, mentre la differenza consiste nella plasticità di apprendimento.
E' difficile considerare l' affinità tra il bambino molto piccolo e il debole di mente perché in primo luogo nel bambino non è presente la riorganizzazione mentale, necessaria e costitutiva la mente debole, nel primo caso l' assetto è organizzato sulla norma, nel secondo vi è nuova organizzazione più fragile rispetto al fondamento della prima. In secondo luogo nel bambino piccolo la mancata differenziazione è costituita di ciò che potremmo definire al pari del rodaggio di un meccanismo, una prova della memoria, mentre nel caso nel debole di mente la mancata differenziazione è dovuta alla scarsa plasticità in quanto problema riflesso della memoria, la quale risulta alterata in termini temporali e di capacità di apprendimento.
Per poter valutare l' attività nel bambino debole di mente è necessario sottoporlo ad una specifica attività e ad una attività sostitutiva, con lo stesso obiettivo della prima, ma più semplice rispetto ad essa e fare un confronto, sulle medesime attività, con il bambino nella norma. All' osservazione l' aspetto rilevante è il valore implicito tra la prima e la seconda attività in relazione al bambino normale e al debole di mente.
Nel bambino sano c'è interazione tra le due attività, la prima coadiuva la riuscita della seconda. Mentre nel debole di mente le due attività anche se simili, con lo stesso obiettivo, ma la sostitutiva più semplice, sono considerate isolatamente, quindi entrambe vengono eseguite come se tra loro non vi fosse relazione. Questo aspetto è significativo nella dinamica della debolezza mentale, costituisce l' esempio di concetto di rigidità mentale, la mancata articolazione dovuta alla mancanza di comunicazione tra due informazioni molto simili, tra due concetti simili e due obiettivi simili. Essi non riescono ad usufruire della messa in relazione, ma costituiscono un episodio isolato nella mente debole e questo fa si che l' esperienza non riesca ad essere assimilata per favorire il raggiungimento dell' obiettivo, operazione semplice nel normodotato.
La relazione attività-tempo è una costante nell' attività del debole di mente, sia l' attività principale che la sostitutiva. Questo concetto è ben espresso nel disegno strutturato come può essere quello di una griglia con elementi identici adiacenti. Il debole di mente non riesce a disegnare la griglia ma tende ad isolarne gli elementi per disegnarli uno ad uno dove la concezione di griglia rimane ancorata alla concezione di elemento singolo isolato. Questo aspetto che vede il ritardato non riuscire ad apprendere gli elementi acquisiti dall' esperienza per poterli utilizzare nell' esperienza dell' attività successiva fa riferimento all' attività mnemonica, la quale deve essere compensata dall' attenzione, una costante nel debole di mente e molto più alta rispetto al normodotato. Il rapporto tra memoria e attenzione è la chiave di lettura della difficoltà di apprendimento dove le nozioni costituiscono un fatto isolato, i concetti sono un fatto isolato la cui relazione dinamica è preclusa al debole di mente ed egli deficita della velocità di elaborazione necessaria alla stessa azione fisica e all' immaginazione dell' obiettivo realizzato come fine ultimo il processo dell' attività.
Se isoliamo questo sistema dal deficit e lo consideriamo per se stesso, possiamo notare almeno due punti cardinali, il primo è l' isolamento dell' oggetto come del concetto e suo valore di significato, per questo puro, non subisce contaminazione di altri concetti come di altri oggetti; il secondo punto consiste in un sistema che tende a scomporre il sistema attraverso l' isolamento dell' oggetto, dell' ingranaggio e del significato per non riuscire a valutarlo nell' insieme della funzionalità di sistema, qualità indispensabile all' analisi e ai processi analitici.
Il debole di mente nello snodo logico al ragionamento vede sofferente la capacità di articolazione dei concetti acquisiti. Nel processo di apprendimento questo comporta difficoltà di acquisizione della nozione, tale da non poter essere attinta dalla memoria ed utilizzata in maniera fluente e agevole.
Questa osservazione può essere utile nel programma educativo rivolto a tutti i bambini indistintamente con semplici esercizi dedicati alla percezione visiva.
A questo riguardo nell' affrontare il disegno libero si è proposto un procedimento in grado di utilizzare il concetto di articolazione, ponendo in essere un' avvertenza di carattere fisico, più chiaramente non si è proposto un soggetto strutturato come può essere una griglia organizzata, dove è naturale il bambino debole di mente trovare grosse difficoltà nell' affrontarla nel suo complesso, proprio per l' incapacità di concepire un' immagine strutturata in quanto sistema attivo (una caratteristica dello studio della gestalt, esemplificativo lo studio delle immagini in movimento, la cinesi), ma agendo sulla stessa forma fisica del disegno. Esso è sempre sostenuto da un supporto cartaceo che varia in termini dimensionali, sui quali si è affrontata una vera e propria ginnastica visiva. In primo luogo si è scelto il soggetto, come può essere una sedia, poi si è realizzato il bozzetto del soggetto, cioè il disegno del soggetto in piccole dimensioni, un foglio A4, infine la realizzazione del disegno originale cm 100 x cm 70, colorato con le tempere. A lavoro concluso si è fotografato il risultato e riportato sul supporto digitale (icona).
| Sedia Armadio, tempera su carta, cm 50 x cm 70, gennaio 2015, età 3 anni |
Anche il nostro disegno è quindi un oggetto, la sua natura coincide fisicamente con la percezione visiva del bambino, ne è l' espressione materiale, l' esercizio oltre a maturare una capacità intellettuale porta il bambino ad esercitare la prima possibilità di articolazione lenta tra i concetti acquisiti, sia nel bambino piccolo che nel debole di mente. In questo caso il concetto primo è uno, l' oggetto soggetto del disegno, ma questi passa in secondo piano rispetto all' oggetto primo nel disegno stesso e la variazione dimensionale avviene sul piano della realtà, il piano del disegno. Così l' articolazione non avviene tra più oggetti, più concetti acquisiti, ma un solo concetto acquisito nel disegno della sedia realizzato e in quanto tale, già sufficiente. Rispetto alla frase di carattere verbale (sintassi) o all' operazione matematica con più numeri (Aristotele al numero corrisponde l' oggetto) qui vi è una notevole semplificazione dell' esercizio, sarà la variazione dimensionale, e non la più complessa articolazione concettuale, a far si che avvenga il rudimento alla prima articolazione.
Nessun commento:
Posta un commento